Dall’Italia al mondo: alcuni spunti comparativi sulla lettura e le librerie, 5

In questa quinta puntata dell’indagine sul mercato del libro, offriremo alcuni elementi per un’indagine comparativa sul mercato italiano del libro, in rapporto con ciò che accade al di là dei nostri confini.

Studiare il fenomeno della lettura in un’ottica comparativa è, come segnalato già nel 2019 da Antonio Lolli sul Giornale della Libreria, estremamente complesso. Alle difficoltà insite nel rilevamento, come il fatto che alcuni generi non vengano associati alla lettura (dai libri di cucina, alle guide, fino ai prodotti collaterali in edicola), si somma una grande eterogeneità nei «criteri di stima del tasso di lettura scelti dalle società di monitoraggio internazionali: un aspetto che rende a volte ancora più difficile il confronto».

Come già osservato nelle precedenti uscite, il CEPELL – Centro per il libro e la lettura, in collaborazione con l’AIE – Associazione Italiana Editori, ha rilevato come l’indice di lettura si attesti al 61% nel nostro paese, nettamente al di sotto di altri stati europei (Spagna 68%; Regno Unito 86%; Francia 92%). Allo stato attuale, lo studio comparativo maggiormente esteso realizzato in Europa sul tema resta un’indagine Eurostat del 2018, basata su ricerche condotte tra il 2008 e il 2015 in 14 paesi dell’Unione Europea, più Norvegia, Turchia, Regno Unito e Serbia. In termini di tempo medio giornaliero dedicato alla lettura, i paesi presi in esame dall’indagine oscillano tra un massimo di 13 minuti (Estonia) e un minimo di 2 (Francia). L’Italia si colloca al penultimo posto (5 minuti), insieme a Romania e Austria, bene invece si posizionano Finlandia, Polonia (entrambe 12 minuti) e Ungheria (10 minuti).

Guardando invece alla percentuale di lettori abituali, dominano la classifica ancora una volta Finlandia (16,8%), Polonia (16,4%) ed Estonia (15%); l’Italia è ferma all’8,5%, seguita da Serbia (8,2%), Belgio (7,9%), Austria (7,2%), Romania (6,2%) e Francia (2,6%). Interessante notare come, in tutti i paesi, i lettori abituali siano in maggioranza donne. Giulia Della Michelina, commentando questi dati a dicembre del 2020, ha annotato come «lo stato di salute della lettura è preoccupante in tutti i paesi europei presi in considerazione dalla ricerca», indicando in un ripensamento dell’avvicinamento alla lettura nelle scuole la chiave per mutare questa situazione. Su questo aspetto specifico alcuni spunti interessanti saranno offerti nella prossima uscita del nostro approfondimento.

Per quanto riguarda il mercato librario, l’editoria europea nel 2019 valeva complessivamente, secondo i dati AIE, tra i 36 e i 38 miliardi di euro. Nella top 10 dei gruppi editoriali mondiali, 5 erano europei: Pearson, Bertelsmann, Wolters Kluwer, Hachette, Springer Nature. Nel 2020, in periodo pandemico, il mercato trade (esclusi e-book e audiolibri) ha fatto segnare una crescita in Paesi Bassi (+7%), Regno Unito (+5,5%), Finlandia (+2%) e Spagna (+1%), e una perdita netta in Francia (-2%), Germania (-2,3%) e Portogallo (-19%). Per i primi sei mesi del 2021, si è osservato invece, sempre secondo dati AIE, un recupero generalizzato rispetto al corrispondente periodo del 2020 per quanto riguarda il mercato di varia (sempre esclusi e-book e audiolibri): in Francia e Spagna +43%, +42% in Italia, +19% in Portogallo, crescita più contenuta in Germania e Paesi Bassi (+4%).

Più completi i dati della rilevazione curata da GFK riguardo al mercato librario nella prima parte del 2021, che offrono una panoramica su 8 paesi europei più il Brasile, distinguendo tra andamento a valore, e andamento a copie vendute, e identificando tra l’altro anche il dato relativo alla variazione di prezzo. Possiamo qui osservare un risultato nettamente positivo per Belgio, Francia, Spagna e Italia rispetto al 2020 e uno più contenuto per la Germania che, a fronte di una crescita del valore comunque insufficiente per tornare ai livelli del 2019, segna un calo (-1,5%) delle copie vendute. Come osservato da Bruno Giancarli sul Giornale della Libreria, «una delle tendenze più significative che emerge dal confronto dei dati è che la crescita a valore del mercato dipende da un aumento sensibile del prezzo medio del venduto in Europa, con l’eccezione dell’Italia», dove i prezzi sono rimasti stabili (+0,4%). Un mercato come quello brasiliano ha visto invece, nel corso del 2021, una diminuzione del 7% sul prezzo di copertina rispetto all’anno precedente.

Se numerosi sono gli studi comparativi condotti sull’andamento dei mercati librari esteri, più complesso è invece il discorso per quanto riguarda le rilevazioni in merito ai luoghi fisici di vendita dei libri. Qui le difficoltà di comparazione sono ancora più consistenti, senza considerare il fatto che in numerosi paesi extra-UE l’attenzione al tema è ancora contenuta. Si segnala che, come Gramsci Centre for the humanities, abbiamo preso contatti con i dicasteri della cultura di Turchia e Thailandia, i quali ci hanno comunicato che i loro rispettivi governi non provvedono a una rilevazione in merito al tessuto di librerie presente nel paese. Per un approfondimento più generale sul tema della lettura, i dati raccolti dall’istituto statistico turco su cultura, scuola, sport e turismo sono raggiungibili qui (interessante il dato relativo alle biblioteche, che sono date in aumento).

Tale scarsa attenzione non deve stupire, se consideriamo che anche in Italia per avere un’indagine vasta, che mappasse complessivamente il mondo delle librerie si è dovuto attendere il 2020, con il report curato da ALI – Associazione Librai Italiani e Confcommercio, cui abbiamo già fatto ampio riferimento nella seconda uscita. Come Gramsci Centre, abbiamo reperito alcuni dati, rivolgendo lo sguardo al di fuori dell’Europa e degli Stati Uniti, per quanto riguarda il Canada e la Cina. Due volte l’anno la società OpenBook cura la pubblicazione di report circa l’andamento del mercato librario cinese: l’elenco completo dei report pubblicati è raggiungibile a questo indirizzo. Alcuni dati interessanti sono forniti sui canali di vendita. Per un’analisi comparativa interessante, che riguarda il caso specifico di alcune librerie di Venezia e di Shanghai, vedi un recente e interessante lavoro di tesi, discusso presso la Ca’ Foscari.

Per quanto riguarda il contesto canadese, l’ong BookNet Canada conduce indagini che investono tutti gli aspetti del mondo del libro: dallo stato delle librerie indipendenti, ai comportamenti di lettura, fino alle caratteristiche e le tendenze del mercato editoriale. L’auspicio è che questi e altri dati possano essere raccolti e messi a frutto per la costruzione di uno studio comparato di ampio respiro sul mondo delle librerie, che esca anche fuori dai confini europei.

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